Professione ingegnere nel futuro…molto vicino!


ingegneriNel campo d’azione degli ingegneri – alla tecnologia nei suoi vari aspetti – alle innovazioni di sistema (multidisciplinarità, team-working, etc.) si sommeranno da qui al 2020 molte innovazioni settoriali.
E’ evidente che una delle più importanti sarà la rivoluzione derivante dalla progettazione basata sui nuovi materiali, che pervaderà i tre settori (civile, industriale ed elettronico), consentendo applicazioni oggi impensabili. Una recente ricerca ci aiuta scoprire i settori e le attività dell’ingegnere del futuro.
Nel corso dei prossimi anni questo tipo di innovazione investirà il lavoro degli ingegneri italiani in comparti quali:
– l’edilizia;
– l’elettronica e l’informatica;                         – l’automotive;
– l’aerospazio;
– le produzioni alimentari;
– il drug delivery;
– l’ingegneria tissutale.
Nel periodo considerato, inoltre, si svilupperanno molto le tecnologie per la fornitura automatizzata di servizi alla persona. I processi di automazione dei servizi (per esempio, del trasporto pubblico su rotaia senza conducente) richiederanno figure ingegneristiche per la progettazione e lo sviluppo delle architetture HW e SW di supporto.
Entro il 2020 l’ingegnere elettronico dell’informazione sarà chiamato sempre più a progettare e realizzare sistemi di rilevazione e infrastrutture di rete. Sul versante dell’hardware, inoltre, avrà nei prossimi anni crescente rilevanza la sfida della nanoelettronica.
I “sistemi embedded”, collegati fra loro in rete, consentiranno, nei prossimi anni, in maniera crescente, prestazioni e servizi sempre più innovativi, anche negli ambiti della sostenibilità e del green. La sempre maggiore “intelligenza” degli oggetti interconnessi (la cosiddetta “Internet delle cose”) produrrà sistemi complessi di cose che scambiano informazioni fra loro.
L’Internet delle Cose aumenterà, già nel prossimo futuro, le applicazioni mobili HW e SW nei settori come:
• – l’automotive;
• – la domotica;
• – la medicina;
• – l’agricoltura;
• – la sicurezza ambientale, la prevenzione e protezione, nonché il controllo del territorio (es. droni intelligenti).
Nel corso dei prossimi anni l’evoluzione tecnologica avrà un forte impatto sul lavoro e sulle professionalità degli ingegneri, modificandone anche gli aggregati e le classi tradizionali.
La tecnologia metterà a disposizione dei professionisti una serie di strumenti nuovi e più sofisticati, problem oriented, liberando così una serie di valenze a favore delle scelte decisionali. Ciò favorirà soluzioni integrate che tengano conto di più aspetti, con ricadute di miglioramento dei prodotti e dei servizi.
Entro il 2020 il “technology watching” dovrà entrare a far parte delle attività quotidiane del lavoro di tutti gli ingegneri.
La possibilità di accedere ed elaborare una grande mole di dati, tracciati dalle diverse tecnologie della rete e raccolti in imponenti data warehouse, permetterà di realizzare accurati studi ed approfondimenti preliminari a supporto della progettazione (si pensi al marketing, alle biotecnologie, ai consumi energetici etc.).
La possibilità di disporre di tecnologie di supporto per la progettazione sia in 3D sia attraverso tecnologie ologrammatiche permetterà inoltre di rappresentare al meglio i progetti e le proposte.
Da qui al 2020 si tenderà sempre di più ad una progettazione interoperativa che utilizzerà piattaforme di collaborazione multidisciplinari e multinazionali.
La progettazione collaborativa richiederà una elevata capacità di team-working da parte degli ingegneri, i quali saranno costretti sempre più a dialogare con ambiti disciplinari diversi, sviluppando linguaggi comuni a cui non si è “nativamente” abituati, collaborando con tecnici che non sono fisicamente a contatto. A ciò si aggiungerà l’impiego di metodologie di progettazione di tipo virtuale, che consentiranno di esplorare nuove potenzialità creative, fino ad ora poco utilizzate anche nell’interazione con i committenti.
Le tecnologie digitali vedranno nel prossimo futuro il dominio di alcuni paradigmi, emersi negli anni più recenti, come il cloud computing.
Da qui al 2020 il fenomeno, sempre più spinto, della dematerializzazione di oggetti e servizi determinerà modi potenzialmente del tutto nuovi di concepire il business, da vari punti di vista quali la tipologia di offerta,i processi di realizzazione/erogazione, i processi di commercializzazione,le infrastrutture e i sistemi HW e SW che dovranno supportare i nuovi modelli.